* LE NOSTRE CHIESE *
 
Chiesa di SAN GIOVANNI BATTISTA (XVIII-XIX sec.)

CHIESA E CONVENTO DI SANT’AGOSTINO

DESCRIZIONE GENERALE DELLA CHIESA

Il complesso di S. Agostino nasce nel ‘500 come convento agostiniano. Si presenta con una tipologia a navata unica, caratterizzata da un campanile mozzo (secondo la tradizione fu abbassato per punizione per aver ospitato Lutero) e dall’abside merlata a difesa.

Il presbiterio è occupato dall’altare maggiore, sontuosa architettura lignea contenente due dipinti, l’uno dei quali nasconde una nicchia per la esposizione del simulacro dell’Addolorata, dietro il quale si apre, salendo un gradino, l’abside semicircolare ospitante il coro ligneo.

Ai lati dell’altare troviamo due nicchie, corrispettive di due precedenti altari, recentemente restaurate. Lungo le pareti laterali troviamo altri due altari: quello di destra, dedicato a San Paterniano patrono, e quello di sinistra, dedicato a San Carlo Borromeo. Sulla parete sinistra troviamo poi una cappella, menzionata già in un documento del 1825 come cappella Fraccagnani, dapprima dedicata alla madonna di Pompei, oggi adibita al culto eucaristico, secondo le disposizioni conciliari. Essa è stata costruita sfondando uno dei dieci altari originari. Sopra il portone d’ingresso, su di un soppalco appositamente costruito, è collocata la cantoria, provvista di Organo, databile alla prima metà del secolo scorso, oggi impraticabile. Il tetto a capanna è realizzato con sette capriate in legno, restaurate recentemente. Sulla facciata, semplice e lineare, si vedono antiche pietre incise e lapidi con iscrizioni incomplete, probabilmente recuperate dalle macerie della diruta S.Agostino vecchia. Al posto del rosone si scorge una croce, formata da rari piatti cinquecenteschi molto danneggiati: secondo numerose testimonianze, furono le truppe alleate, durante la seconda guerra mondiale a prenderle a bersaglio. Sul braccio destro della croce è un mattone con incisa la data 1517, commemorante la costruzione del nuovo monastero.

OPERE D’ARTE – AFFRESCHI – PALE D’ALTARE

LATO DESTRO.

1.  Affresco, attribuito a Vincenzo Pagani, recentemente restaurato, che rappresenta la Madonna “Mater Misericordiæ” datata 1527.

2.  Lunetta della Natività, anch’essa recentemente restaurata ed attribuibile al Pagani, affresco che ornava uno dei dieci altari presenti nel 1650.

3.  Busto ligneo sottostante raffigurante San Patrizio, compatrono della città.

4.  Pala d’altare “Palmaroli”, con sacra conversazione, che nasconde un ulteriore affresco cinquecentesco, facente parte anch’esso dei dieci latri originari, con una crocifissione benedetta dal creatore e contemplata da Santa Monica, madre del titolare della Chiesa, e da San Nicola da Tolentino, anche lui dell’ordine Agostiniano.

5.  Busto ligneo settecentesco di San Paterniano, patrono della città di Grottammare, a cui è dedicato l’altare di destra.

PRESBITERIO

6.  Tela raffigurante una deposizione contemplata da San Nicola, della metà del ‘700..

7.  Quadro ovale raffigurante le anime purganti e le divina speranza.

8.  (nelle nicchie) due antiche statue lignee della madonna, a sinistra dell’altare l’Addolorata, [A] (chiusa perché la venerazione è riservata solo alle occasioni più importanti) sulla destra antica statua lignea della Vergine del rosario (seconda metà del ‘500)[B].

9.  Antico banco settecentesco riccamente decorato, utilizzato nella chiesa di Santa Lucia per accogliere i priori della confraternita dell’Immacolata.

LATO SINISTRO – CAPPELLA LATERALE

10. Due piccole statue lignee in noce, esemplari di arte marchigiana, databili tra ‘600 e ‘700, raffiguranti San Biagio [A] e San Rocco [B].

11. Quadro seicentesco raffigurante San Carlo Borromeo, dedicatario dell’altare.

12. Quadro raffigurante la madonna del Santo Rosario (o di Pompei).

13. Di notevole pregio è la “via crucis” di Pericle Fazzini (lo scultore della resurrezione dell’aula Nervi in Vaticano, nato a Grottammare) sistemata distintamente sulle pareti prospicienti il presbiterio. Si poteva ammirare sino al 1844, un polittico a 14 scomparti di Carlo Crivelli, asportato per ordine di Gregorio XVI e conservato nella pinacoteca laterana.

DESCRIZIONE GENERALE DEL CHIOSTRO

Il chiostro di Sant’Agostino, di forma quadrangolare, è collocato sul lato sud della chiesa; esso è formato per ogni lato da arcate a tutto sesto in muratuta, he in alcuni punti si presenta molto rovinata, poggianti su pilastri a base rettangolare. Le aperture che si affacciano sul chiostro sono dotate di infissi in legno, alcuni hanno ancora l’architrave in legno. Tutti i prospetti prospicienti il chiostro, sono ricoperti da intonaco, anche se questo è in più punti deteriorato. I lati nord e sud sono stati tamponati per ricavare dei locali, nel lato est sono accolti la sagrestia, il refettorio e le legnaie. Sulla facciata nord, infine, troviamo un loggiato, ancora tamponato, composto da sei archi a tutto sesto, poggianti su interessanti colonne, in attesa di restauro.

Lorenzo Bruni